un thè a Parigi

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La città per eccellenza

mercoledì 3 febbraio 2010

Mia Moglie

Dopo aver parlato di figli e quant'altro, vorrei affrontare l'argomento di mia moglie,ovvero colei per la quale risulto essere padre di 3 elementi non ben identificati.Conobbi mia moglie in un viaggio all'estero, due ore dopo essere sbarcato all'aeroporto della sua città.Ero comodamente seduto in un ristorante all'aperto e mi stavo per così dire deliziando con due piatti di ostriche crude annaffiate da una birra gelata, quando alzando gli occhi dal piatto incrociai lo sguardo di una Dea.Adesso immaginate lo scompiglio allo stomaco che possono creare le due situazioni di cui sopra.Da bravo maschio latino ,cerco subito di entrare in contatto con la Dea in questione, ma no, come si farebbe in chiesa, ovvero pregando, bensì utilizzando come grimaldello l'aiuto del cameriere (cosa da non fare mai se non si conosce il profilo psicologico dello stesso).Chiamo il garcon, e con fare ammiccante gli chiedo di recarsi al tavolo di quella bella ragazza e di offrire a nome mio una birra gelata. Il soggetto in questione , (il cameriere) al rifiuto un po' seccato della ragazza pensa bene di tornare da me ed avvisarmi che l'omaggio sarebbe stato accettato nel solo caso che mi fossi trasferito al suo tavolo. Ovviamente pianto lì il mio amico che si stava scrofonando il terzo piatto di ostriche e mi dirigo verso di lei. Appena arrivo, saluto nel mio Portoghese stentoreo (fresco del secondo esame all'università) e mi siedo a fianco di lei, senza notare lo sguardo interrogativo nei suoi occhi.Devo dire che qui ha giocato a mio favore la notevole educazione della ragazza nel non avermi mandato immediatamente indietro come un pacco postale.Arriva il cameriere e posiziona di fronte a lei la birra da me offerta ( neanche fosse champagne)mentre io continuo nel mio approccio parlando correntemente la sua lingua. Tanto correntemente che nessuno mi aveva spiegato le differenze sostanziali che esistono fra il Portoghese del Portogallo ( quello che si studia all'università) e quello del Brasile.In dieci secondi netti senza volerlo riesco a dargli della "ragazza facile" e questo devo dire che non mi ha aiutato nel prosieguo della tecnica di approccio.La sorte volle che lei, sempre grazie alla sua spiccata educazione, senza battere ciglio ne arrabbiarsi, ,mi spiegasse la differenza etimologica che esiste nel termine "rapariga" nel portoghese originario ed in quello del Brasile. A questo punto vi chiederete, " cosa avrà significato Rapariga in portoghese?" e per questo vi rimando al dizionario.Superato lo scoglio del primo approccio, dopo altre vicissitudini sempre legate ad incomprensioni,finalmente ci accordammo per vivere insieme e cominciare la lunga avventura che ancora oggi ci vede attivi nella ricerca di una vita di coppia lunga e proficua.Questo è l'antefatto con il quale vorrei passare a parlarvi della mia compagna. Non vi dirò il nome di mia moglie, in quanto non ha voluto firmarmi la liberatoria per la privacy e quindi rischio di essere denunciato per violazioni alla legge.Vorrei invece testimoniare come un matrimonio come il nostro,ovvero di due culture differenti anche se con basi comuni, possa funzionare molto bene,e come questo sia possibile grazie alla pazienza e bontà della mia compagna. Ana Paula, ( accidenti l'ho detto) è forse la donna più completa che mai uomo possa desiderare al suo fianco,bellissima, intelligente,attiva professionalmente e madre premurosa ed attenta. Stare al suo fianco per tutti questi anni, è stato un onore ed una gioia incommensurabili. Ti amo Paulinha e spero di continuare con te tutto il resto dei nostri giorni.
Tuo Marito

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