un thè a Parigi

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La città per eccellenza

giovedì 4 febbraio 2010

La svolta:

Arriva sempre un giorno, nella vita di un uomo,l'attimo in cui deve cambiare radicalmente la propria vita.Questo momento, per i più coincide con l'ingresso nel mondo del lavoro e quindi l'uscita dall'ovattato mondo dello studio.Fortunatamente questo è il caso più comune ed il meno drammatico e se la vita ti chiede solo in questo caso di dare una svolta, sei fortunato.Oggi stiamo vivendo una crisi economica, che non ha nulla a che vedere con quella propagandata delle banche,(loro gli aiuti di stato li ricevono),la crisi vera è quella delle persone che stanno perdendo il loro lavoro, e sono tante.I nostri governanti vogliono farci credere che torneranno i tempi migliori e che se aiuteremo il presidente del consiglio a scappare dalle sue beghe finanziarie e con la giustizia,avremo come ricompensa un lavoro ed una dignità ritrovata. BALLE, e passatemi lo sfogo, qui siamo ormai in epoca di " si salvi chi può", e che la legge della giungla abbia la meglio sulla solidarietà umana.Penso a quelle famiglie, i cui padri,(spesso unica fonte di reddito)siano incappati in questa tragedia,perchè di tragedia si parla.Un uomo mediamente onesto, con un lavoro ed una famiglia che si appoggia a lui,prova un tale senso di frustrazione e vergogna, nel non poter essere più un sostegno,che spesso porta appunto a dei cambiamenti radicali.Cercate di immedesimarvi in una persona di 40 anni o più, che dopo magari 20 anni di lavoro, si trova a doversi rimettere sul mercato come merce avariata.Si perchè oggi un uomo di 40 anni che cerca lavoro, è ormai andato, e nessuno vuole investire sulle sue competenze ed esperienza, meglio un ragazzo con contratto di apprendistato( costa meno).Il senso di impotenza e inutilità che coglie queste persone,insieme alla rabbia generata dalla necessità,può cambiare per sempre il carattere dell'individuo. C'è chi si lascia andare e finisce come un barbone per le strade, e chi invece lotta con forza e magari passa per le vie di fatto ( spesso illegali). Signori, la crisi non è finita, sta appena cominciando. Saremo la nuova Cina, dove gli operai non contano niente e vengono semplicemente spremuti come limoni.Ma attenzione a tutte le persone fortunate, non crediate che potrete ignorarli per sempre,saranno un cancro che cresce e che prima o poi vi toccherà da vicino.Molti in questa operazione di svolta, riescono magari a cambiare la propria vita in meglio, ma saranno sempre meno di quelli che invece periranno sotto il peso dell'umiliazione e della rabbia.Se la legge della giungla dovrà vincere, cerchiamo perlomeno di farla vincere in maniera solidale, cominciamo a considerarci un popolo, (Italiani ed immigrati) ed aiutiamoci tutti a far risalire sul serio l'economia.Non basta comprare la mela, (come diceva la pubblicità stupida del governo),ma bisogna fare in modo che operai sfruttati dall'altra parte del mondo non facciano perdere lavoro anche a noi in Italia. Boicottiamo l'acquisto delle merci fatte con manodopere sfruttate e preferiamo quei prodotti che vengono costruiti dando il giusto riconoscimento a chi lavora per produrli.Ora dobbiamo ricominciare a comprare sul serio il Made in Italy, ma non quello falso delle Griffe di moda, bensì quello che ci certifica che sia stato prodotto (non Assemblato) in Italia.Saremo anche cittadini del mondo,ma se dobbiamo farci togliere il lavoro da manigoldi che sfruttano nostri simili in altri paesi, allora è ,meglio dire "si salvi chi può". Noi se volessimo, ancora potremmo, e se il governo svende alla cina interi comparti di produzione italiana, perchè qualcuno deve vendere 300 Ferrari alla Cina,allora Noi abbiamo l'obbligo di svendere questo governo e sopratutto di ribellarci all'invasione delle merci a basso costo. Ricordatevi che ad un prezzo maggiore , spesso coincide anche una qualità maggiore, e se il nostro vicino sta bene, prima o poi investirà soldi nella nostra attività, e quindi anche noi staremo meglio.Dobbiamo anche finirla con questo consumismo indotto secondo il quale se un prodotto si rompe, si getta e lo si sostituisce con uno nuovo, sappiate che non sempre quello nuovo garantisce una qualità migliore,anzi con l'andamento attuale la qualità decade giorno per giorno.Senza parlare dell'inquinamento che generiamo riempiendo le discariche di ogni sorta di rifiuto tecnologico o altro.Voi starete pensando... " certo lui è tecnico quindi sostiene ciò che fa comodo a lui".Vi comunico che dietro il tecnico, c'è un imprenditore che realizza i maggiori guadagni con la logica della sostituzione, ma che non per questo non sarebbe molto contento di tornare indietro se servisse ( come serve urgentemente)pur di continuare a vivere in un paese felice!!!Aiutiamoci tutti e chissà che anche nel resto del mondo non possano adottare un sistema più solidale e quindi sostenibile.
Scusate lo sfogo....

1 commento:

  1. Purtroppo la tua mentalità non è così diffusa, altrimenti la crisi italiana non sarebbe così preoccupante.

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