un thè a Parigi

un thè a Parigi
La città per eccellenza

lunedì 15 febbraio 2010

Le Banche

Avete mai avuto a che fare con le banche? Siete dei privati risparmiatori o piccoli imprenditori?Io vorrei parlare della situazione odierna del rapporto delle banche con i piccoli imprenditori.Fino a due anni fa, i direttori di banca, correvano dietro a noi piccoli imprenditori, in quanto essendo una categoria sana, avevamo ancora un po' di liquidità.Vi sarà capitato di ascoltare frasi come queste:"Carissimo Sig. tizio, volevamo proporle, dei prodottini ad hoc per la sua situazione, e dato che abbiamo visto che sta lavorando bene, potremmo anche parlare di ampliamento dei fidi". Dietro queste frasi sibilline si nascondevano dei veri affari, ( per le banche) tanto che conosco dei colleghi che fidandosi hanno visto il loro patrimonio eroso da spese,commissioni e sopratutto dall'andamento del mercato..... Scusate , ma avevamo parlato di prodotti sicuri, cosa cappero c'entra l'andamento del mercato? "Beh sa Sig. Tizio, il prodotto è garantito per un rendimento sicuro del 50 percento del capitale, ma per far si che renda, dobbiamo diversificare verso mercati più remunerativi!"A questo punto era già tardi, il piccolo gruzzoletto sudato nel corso degli anni, veniva mandato a rimpinguare le casse di spregiudicate aziende oppure di governi ( vedi Argentina), il cui debito pubblico veniva cancellato con colpi di spugna politici. Carissimi lettori, se siete tra quelli che hanno perso soldi così, provate oggi ad andare dalla stessa banca, per chiedere aiuto, per le problematiche delle vostre aziende. Tutti i sorrisetti che venivano elargiti a profusione, si sono trasformati in espressioni da "cassamortari"e le vostre richieste di fidi o finanziamento verranno negate dietro alla scusa di: " Sa , Basilea 2 , la crisi,l'andamentale della sua azienda è in calo...... Certo che è in calo, brutta faccia da spigola! C'è o non c'è la crisi? Perchè solo Voi Banche potete accampare questa scusa, ( tanto lo stato ovvero Noi abbiamo pagato i vostri debiti) mentre Noi che soffriamo veramente la crisi che Voi avete generato, non possiamo accampare la stessa spiegazione?!. Beh il problema quindi è quello di trovare che abbia il coraggio di finanziare le piccole imprese, in attesa che la crisi passi.. (se mai passerà). Mi viene un dubbio!
Quando avevamo noi i soldi, ce li hanno presi e se li sono mangiati, adesso che li hanno loro Noi cosa potremmo fare? La risposta mi viene spontanea, ma non posso scriverla , altrimenti rischio la galera, quindi se avete capito anche Voi, vi aspetto tutti fuori delle banche, ben armati e sopratutto a viso scoperto ahahahahaha.

giovedì 4 febbraio 2010

La svolta:

Arriva sempre un giorno, nella vita di un uomo,l'attimo in cui deve cambiare radicalmente la propria vita.Questo momento, per i più coincide con l'ingresso nel mondo del lavoro e quindi l'uscita dall'ovattato mondo dello studio.Fortunatamente questo è il caso più comune ed il meno drammatico e se la vita ti chiede solo in questo caso di dare una svolta, sei fortunato.Oggi stiamo vivendo una crisi economica, che non ha nulla a che vedere con quella propagandata delle banche,(loro gli aiuti di stato li ricevono),la crisi vera è quella delle persone che stanno perdendo il loro lavoro, e sono tante.I nostri governanti vogliono farci credere che torneranno i tempi migliori e che se aiuteremo il presidente del consiglio a scappare dalle sue beghe finanziarie e con la giustizia,avremo come ricompensa un lavoro ed una dignità ritrovata. BALLE, e passatemi lo sfogo, qui siamo ormai in epoca di " si salvi chi può", e che la legge della giungla abbia la meglio sulla solidarietà umana.Penso a quelle famiglie, i cui padri,(spesso unica fonte di reddito)siano incappati in questa tragedia,perchè di tragedia si parla.Un uomo mediamente onesto, con un lavoro ed una famiglia che si appoggia a lui,prova un tale senso di frustrazione e vergogna, nel non poter essere più un sostegno,che spesso porta appunto a dei cambiamenti radicali.Cercate di immedesimarvi in una persona di 40 anni o più, che dopo magari 20 anni di lavoro, si trova a doversi rimettere sul mercato come merce avariata.Si perchè oggi un uomo di 40 anni che cerca lavoro, è ormai andato, e nessuno vuole investire sulle sue competenze ed esperienza, meglio un ragazzo con contratto di apprendistato( costa meno).Il senso di impotenza e inutilità che coglie queste persone,insieme alla rabbia generata dalla necessità,può cambiare per sempre il carattere dell'individuo. C'è chi si lascia andare e finisce come un barbone per le strade, e chi invece lotta con forza e magari passa per le vie di fatto ( spesso illegali). Signori, la crisi non è finita, sta appena cominciando. Saremo la nuova Cina, dove gli operai non contano niente e vengono semplicemente spremuti come limoni.Ma attenzione a tutte le persone fortunate, non crediate che potrete ignorarli per sempre,saranno un cancro che cresce e che prima o poi vi toccherà da vicino.Molti in questa operazione di svolta, riescono magari a cambiare la propria vita in meglio, ma saranno sempre meno di quelli che invece periranno sotto il peso dell'umiliazione e della rabbia.Se la legge della giungla dovrà vincere, cerchiamo perlomeno di farla vincere in maniera solidale, cominciamo a considerarci un popolo, (Italiani ed immigrati) ed aiutiamoci tutti a far risalire sul serio l'economia.Non basta comprare la mela, (come diceva la pubblicità stupida del governo),ma bisogna fare in modo che operai sfruttati dall'altra parte del mondo non facciano perdere lavoro anche a noi in Italia. Boicottiamo l'acquisto delle merci fatte con manodopere sfruttate e preferiamo quei prodotti che vengono costruiti dando il giusto riconoscimento a chi lavora per produrli.Ora dobbiamo ricominciare a comprare sul serio il Made in Italy, ma non quello falso delle Griffe di moda, bensì quello che ci certifica che sia stato prodotto (non Assemblato) in Italia.Saremo anche cittadini del mondo,ma se dobbiamo farci togliere il lavoro da manigoldi che sfruttano nostri simili in altri paesi, allora è ,meglio dire "si salvi chi può". Noi se volessimo, ancora potremmo, e se il governo svende alla cina interi comparti di produzione italiana, perchè qualcuno deve vendere 300 Ferrari alla Cina,allora Noi abbiamo l'obbligo di svendere questo governo e sopratutto di ribellarci all'invasione delle merci a basso costo. Ricordatevi che ad un prezzo maggiore , spesso coincide anche una qualità maggiore, e se il nostro vicino sta bene, prima o poi investirà soldi nella nostra attività, e quindi anche noi staremo meglio.Dobbiamo anche finirla con questo consumismo indotto secondo il quale se un prodotto si rompe, si getta e lo si sostituisce con uno nuovo, sappiate che non sempre quello nuovo garantisce una qualità migliore,anzi con l'andamento attuale la qualità decade giorno per giorno.Senza parlare dell'inquinamento che generiamo riempiendo le discariche di ogni sorta di rifiuto tecnologico o altro.Voi starete pensando... " certo lui è tecnico quindi sostiene ciò che fa comodo a lui".Vi comunico che dietro il tecnico, c'è un imprenditore che realizza i maggiori guadagni con la logica della sostituzione, ma che non per questo non sarebbe molto contento di tornare indietro se servisse ( come serve urgentemente)pur di continuare a vivere in un paese felice!!!Aiutiamoci tutti e chissà che anche nel resto del mondo non possano adottare un sistema più solidale e quindi sostenibile.
Scusate lo sfogo....

mercoledì 3 febbraio 2010

Mia Moglie

Dopo aver parlato di figli e quant'altro, vorrei affrontare l'argomento di mia moglie,ovvero colei per la quale risulto essere padre di 3 elementi non ben identificati.Conobbi mia moglie in un viaggio all'estero, due ore dopo essere sbarcato all'aeroporto della sua città.Ero comodamente seduto in un ristorante all'aperto e mi stavo per così dire deliziando con due piatti di ostriche crude annaffiate da una birra gelata, quando alzando gli occhi dal piatto incrociai lo sguardo di una Dea.Adesso immaginate lo scompiglio allo stomaco che possono creare le due situazioni di cui sopra.Da bravo maschio latino ,cerco subito di entrare in contatto con la Dea in questione, ma no, come si farebbe in chiesa, ovvero pregando, bensì utilizzando come grimaldello l'aiuto del cameriere (cosa da non fare mai se non si conosce il profilo psicologico dello stesso).Chiamo il garcon, e con fare ammiccante gli chiedo di recarsi al tavolo di quella bella ragazza e di offrire a nome mio una birra gelata. Il soggetto in questione , (il cameriere) al rifiuto un po' seccato della ragazza pensa bene di tornare da me ed avvisarmi che l'omaggio sarebbe stato accettato nel solo caso che mi fossi trasferito al suo tavolo. Ovviamente pianto lì il mio amico che si stava scrofonando il terzo piatto di ostriche e mi dirigo verso di lei. Appena arrivo, saluto nel mio Portoghese stentoreo (fresco del secondo esame all'università) e mi siedo a fianco di lei, senza notare lo sguardo interrogativo nei suoi occhi.Devo dire che qui ha giocato a mio favore la notevole educazione della ragazza nel non avermi mandato immediatamente indietro come un pacco postale.Arriva il cameriere e posiziona di fronte a lei la birra da me offerta ( neanche fosse champagne)mentre io continuo nel mio approccio parlando correntemente la sua lingua. Tanto correntemente che nessuno mi aveva spiegato le differenze sostanziali che esistono fra il Portoghese del Portogallo ( quello che si studia all'università) e quello del Brasile.In dieci secondi netti senza volerlo riesco a dargli della "ragazza facile" e questo devo dire che non mi ha aiutato nel prosieguo della tecnica di approccio.La sorte volle che lei, sempre grazie alla sua spiccata educazione, senza battere ciglio ne arrabbiarsi, ,mi spiegasse la differenza etimologica che esiste nel termine "rapariga" nel portoghese originario ed in quello del Brasile. A questo punto vi chiederete, " cosa avrà significato Rapariga in portoghese?" e per questo vi rimando al dizionario.Superato lo scoglio del primo approccio, dopo altre vicissitudini sempre legate ad incomprensioni,finalmente ci accordammo per vivere insieme e cominciare la lunga avventura che ancora oggi ci vede attivi nella ricerca di una vita di coppia lunga e proficua.Questo è l'antefatto con il quale vorrei passare a parlarvi della mia compagna. Non vi dirò il nome di mia moglie, in quanto non ha voluto firmarmi la liberatoria per la privacy e quindi rischio di essere denunciato per violazioni alla legge.Vorrei invece testimoniare come un matrimonio come il nostro,ovvero di due culture differenti anche se con basi comuni, possa funzionare molto bene,e come questo sia possibile grazie alla pazienza e bontà della mia compagna. Ana Paula, ( accidenti l'ho detto) è forse la donna più completa che mai uomo possa desiderare al suo fianco,bellissima, intelligente,attiva professionalmente e madre premurosa ed attenta. Stare al suo fianco per tutti questi anni, è stato un onore ed una gioia incommensurabili. Ti amo Paulinha e spero di continuare con te tutto il resto dei nostri giorni.
Tuo Marito